John Galliano
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John Galliano: Il Teatro della Moda, Autunno e Rinascita

John Galliano è l’uomo che ha trasformato la moda in teatro. Un pirata che ha rubato le “corone” dell’industria e ha ampliato l’eredità di Christian Dior. Una figura cult e controversa, un sarto brillante e un intenditore di storicismo. La sua vita sembra un’opera teatrale – piena di dramma, emozioni e spettacolo.

Juan Carlos Antonio Galliano Gilén è nato il 28 novembre 1960 a Gibilterra. Sua madre, Anita, insegnava flamenco, e suo padre, Juan, era idraulico. La famiglia aveva due figlie. La vita era modesta e rigorosa: la famiglia seguiva principi cattolici, e il giovane Juan doveva indossare il completo elegante anche a scuola.

Il trasferimento in Inghilterra a sei anni gli ha dato il nome John, ma adattarsi alla società inglese è stato difficile. Le sue differenze – sia culturali che fisiche – lo resero un bersaglio di bullismo e visse una solitudine profonda. In quel momento, la moda era ancora un sogno lontano; si concentrava solo sulla sopravvivenza.

Dopo il college, John studiò tessuti e arte, e presto il suo talento fu riconosciuto. Entrò alla Central Saint Martins, dove sperimentò finalmente la piena libertà creativa. Qui creò la sua prima collezione di laurea, ispirata alla Rivoluzione Francese, che gli valse i primi riconoscimenti. La boutique Browns di Londra acquistò tutte le sue creazioni e gli amici – futuri protagonisti della moda – sostennero il suo debutto.

Nel 1996 John Galliano divenne direttore creativo di Givenchy, guadagnandosi rapidamente fama per la sua stravaganza e teatralità. Le sue prime collezioni univano sensualità, dramma e riferimenti storici, fondendo silhouette classiche con tocchi moderni.

Più tardi quell’anno, entrò in Dior, succedendo a Gianfranco Ferré. Iniziò così l’“era” Galliano, durata 15 anni. La sua collezione di debutto per Dior univa culture ed epoche: Oriente incontra Occidente, pizzi francesi con seta cinese, fantasie animalier con la decadenza degli anni ’20. Galliano trasformò la passerella in teatro, incarnando personalmente i personaggi delle sue collezioni.

Nel 2011, la vita di Galliano cambiò radicalmente. Un video in cui pronunciava frasi antisemite portò al suo licenziamento da Dior e alla perdita immediata di ogni sostegno nell’industria. Iniziò l’era della “cancel culture”: le celebrità si distanziarono, gli amici rimasero in silenzio e la sua carriera sembrò terminare.

Anni di stress, ritmi di lavoro incessanti e abuso di sostanze provocarono un crollo. Galliano descrisse in seguito attacchi di panico e l’impatto post-traumatico di quegli eventi sulla sua vita.

Il cammino di redenzione di Galliano iniziò con l’educazione e la guida. La lettura di libri sull’Olocausto e il confronto con la comunità ebraica lo aiutarono a riflettere e a cercare il perdono. Il designer Oscar de la Renta gli offrì l’occasione di lavorare insieme, ristabilendo gradualmente la fiducia e il flusso creativo di Galliano.

Nel 2014 entrò in Maison Margiela. Qui dimostrò di saper integrare la sua firma teatrale nell’estetica minimalista del brand. La sua prima collezione fu accolta calorosamente da critici e pubblico, dimostrando che il vero talento può sopravvivere anche alle cadute più drammatiche.

John Galliano è la prova vivente che passione e creatività possono trionfare sull’avversità. Le sue collezioni rimangono epocali, drammatiche e teatrali, trasformando la passerella in un palcoscenico dove storia, cultura e moda si intrecciano in un’esibizione irresistibile.

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