Paris Fashion Week SS27: Vol. 2
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Settimana della Moda di Parigi PE27: Vol. 2

Dopo gli addii carichi di emozione e le controverse riletture d’archivio, la Paris Fashion Week è proseguita con collezioni che hanno lasciato ai designer più spazio per sperimentare. Surrealismo, sportswear, proporzioni esasperate e tentativi di ripensare il guardaroba classico hanno segnato la seconda parte della nostra rassegna.

Schiaparelli

Daniel Roseberry ha costruito la collezione sul contrasto tra struttura e morbidezza. Le ruches in pelle e lino richiamavano le tende dello storico atelier di Elsa Schiaparelli, mentre i colori vivaci e i ricami ispirati al mondo vegetale ne ricordavano l’amore per il gioco e l’ironia. Grande attenzione ai cosiddetti revenge dress, ispirati al classico abito da cocktail nero. Look capaci di catturare quella tensione tra femminilità e forza interiore che è ormai una cifra distintiva di Schiaparelli.

Loewe

Jack McCollough e Lazaro Hernandez continuano a sperimentare con forme non convenzionali, rendendo gradualmente il loro linguaggio più coeso. Gonne squadrate, abiti drappeggiati, giacche strette in vita e pantaloni a vita altissima mantengono intatto lo spirito giocoso dell’era di Jonathan Anderson da Loewe. 

La collezione aveva un’energia ottimista, fresca e visivamente coinvolgente. Peccato che un lavoro così forte continui a non ricevere l’attenzione che merita.

Miu Miu

Miuccia Prada ha reinterpretato l’estetica del tennis attraverso l’inconfondibile mix Miu Miu di eccentricità e richiami rétro. Elementi sportswear, accessori insoliti e silhouette d’ispirazione vintage si sono incontrati con naturalezza su un campo da tennis improvvisato. 

La collezione ha bilanciato con intelligenza styling ironico e capi che verrebbe davvero voglia di indossare. Solo gli abiti finali sembravano leggermente scollegati dal resto del concept.

Chanel

Matthieu Blazy continua a ringiovanire Chanel senza voltare le spalle alla sua clientela più tradizionale. Completi sartoriali e silhouette classiche sono apparsi accanto a look colorati, minigonne, abiti voluminosi e accessori d’impatto. 

Il lato più conservatore del guardaroba, però, in particolare gli abiti in tweed, resta uno dei punti meno convincenti del designer. Nonostante questo, la nuova Chanel appare fresca e visivamente elettrizzante, e l’entusiasmo per la sua estetica in evoluzione continua a crescere.

La Paris Fashion Week ha lasciato dietro di sé molti abiti bellissimi, ma non tutti davvero memorabili. Oggi i designer hanno accesso quasi illimitato ad archivi, tecnologie e risorse produttive, eppure nulla di tutto questo garantisce una collezione con una personalità. Gli show più convincenti della stagione sono arrivati da chi ha scelto di rischiare, sbagliare e proporre un punto di vista autenticamente personale. Dopotutto, la moda che cerca di piacere a tutti raramente suscita una vera emozione.

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